Mo Basta

A chi scambia i diritti per opinioni

A chi dice di difendersi dal pensiero unico imponendo il proprio

Al benaltrista

A chi crede che possa esistere libertà economica senza libertà individuale, e viceversa

A chi si crede detentore di Verità Assolute

A chi si definisce cristiano, e poi invoca la pena di morte o la legge del taglione

A chi cerca sempre un nemico

A chi crede che la coerenza sia un valore, e cambiare idea un peccato mortale

A me viene da dire solo

Mo basta

Pecché si tropp strunz pe’ parlà

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(E)lezioni Americane


Ieri notte ho partecipato ad un dibattito su uno dei temi più caldi nell’attualità politica americana, ovvero la decisione di alcuni stati (come il Tennessee) di rendere obbligatoria la presentazione di un documento di identità al momento del voto. Agli occhi di noi europei può sembrare una cosa scontata, ma molti esponenti liberali e democratici americani vedono in questi provvedimenti una restrizione della libertà di voto e una discriminazione per le minoranze dal momento che, non possedendo una tessera elettorale, non tutti i cittadini americani -specialmente i più poveri e anziani- non sarebbero in grado di procurarsi un documento d’identità alternativo (ad es. passaporto o patente).
Il tema è stato riproposto recentemente nel finale di stagione della nuova e criticatissima serie televisiva creata da Aaron Sorkin e prodotta dalla HBO, The Newsroom. Ed è stata proprio una delle star del telefilm, Thomas Sadoski, che interpreta il machiavellico produttore Don Keefer, ad accendere il dibattito su Twitter, ritwittando il giornalista Daniel Kreiss. Da qui è nato un confronto fra i diversi sistemi elettorali in Europa e negli Stati Uniti, presto sfociato in uno scambio di opinioni sull’utilità delle leggi pro-voter ID. Continue reading