Mo Basta

A chi scambia i diritti per opinioni

A chi dice di difendersi dal pensiero unico imponendo il proprio

Al benaltrista

A chi crede che possa esistere libertà economica senza libertà individuale, e viceversa

A chi si crede detentore di Verità Assolute

A chi si definisce cristiano, e poi invoca la pena di morte o la legge del taglione

A chi cerca sempre un nemico

A chi crede che la coerenza sia un valore, e cambiare idea un peccato mortale

A me viene da dire solo

Mo basta

Pecché si tropp strunz pe’ parlà

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Ridatemi le drag queen sui carri

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È partita in questi giorni la massiccia campagna di comunicazione di Onda Pride, il movimento che raccoglie e coordina le manifestazioni per i diritti LGBTQIA che quest’estate percorreranno tutta Italia. Una volta si chiamavano semplicemente “gay pride”, e ad accompagnarli c’era sempre una scia di polemiche legate al modo di manifestare, più una parata di carnevale che una marcia per i diritti.

Forse è per questo che, già da qualche anno a questa parte, il Pride sta cambiando volto, politicizzandosi sempre più e cercando così di essere più serio e inclusivo. Quest’anno diventa addirittura #Human, cancellando quasi del tutto i riferimenti palesi al mondo gay. È una buona mossa? A mio avviso no, e cercherò di spiegare perché.

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Madonna Madia

In questi giorni, la neo-ministra per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Marianna Madia è finita al centro di innumerevoli polemiche riguardanti i rapporti di parentela che sarebbero stati determinanti nella sua carriera politica più del curriculum e delle sue capacità. In sua difesa, si potrebbe dire che non è stata la prima né sarà l’ultima raccomandata della storia, e ci si potrebbe interrogare sul motivo per il quale lo stesso trattamento non venga riservato ad altri ministri uomini chiaramente unfit per il loro ruolo (per fare un nome a caso, Franceschini alla Cultura ed al Turismo). Comunque, in teoria, una trentenne che ricopre un ruolo istituzionale così importante rappresenta un bel cambiamento. Ma davvero una giovane età anagrafica corrisponde ad una modernità delle idee e del modo di intendere la politica?

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