Costruzione mediatica di un leader

Matteo Salvini è indicato da molti come l’anti-Renzi, e non passa giorno in cui non si senta parlare di lui o non compaia in tv e (un po’ meno) sui giornali. Quasi ci si dimentica che la Lega Nord alle ultime elezioni europee ha preso il 6,16%. Perché, allora, la presenza mediatica del suo segretario è quasi pari a quella del Presidente del Consiglio? La mia risposta è che, in modo differente da qualsiasi altro personaggio politico italiano (e in seguito spiegherò perché), la leadership di Salvini nasce e si regge su una campagna mediatica estremamente efficace e pervasiva, che utilizza prevalentemente la televisione e i social network.

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Il non-programma del MoVimento 5 Stelle per l’Europa

Da mesi, a causa della mia eterna indecisione elettorale, frugo tra i programmi dei vari partiti candidati alle elezioni europee del prossimo 25 maggio, per capire se sia possibile scegliere solamente in base ad essi. Uno dei più convincenti e semplici (sia da trovare che da comprendere) è quello del Movimento 5 Stelle: infatti, mentre la maggior parte delle altre liste rimandano a programmi perlopiù chilometrici e quindi poco pratici, la strategia di Grillo&Casaleggio è quella di ridurre tutto a sette punti, ovvero sette proposte “concrete” da attuare una volta approdati al Parlamento Europeo. Da un punto di vista comunicativo, questo risulta molto efficace (meno di una settimana fa hanno anche lanciato uno spot, davvero ben fatto, che illustra i punti), ma se si guardano le proposte nel merito si scopre che di concreto e soprattutto di realizzabile c’è ben poco.

Siccome mi piace argomentare le mie posizioni, ho deciso di analizzare il programma del MoVimento, punto per punto. Continue reading