Italia, ultima chiamata.

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Di solito odio i toni apocalittici e i complottismi generalmente mi suscitano soltanto ilarità, ma alcune cose che stanno accadendo in queste settimane – ed in particolare i due eventi che hanno segnato la giornata di mercoledì 20 novembre – mi hanno messo un senso di inquietudine addosso, che non sembra diminuire con il passare dei giorni.

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#AgendaDigitale, una vittoria a metà.

Oggi la Camera è riuscita ad approvare – con 261 voti favorevoli, 55 contrari, 131 astenuti – il Decreto Sviluppo bis, che contiene al suo interno la tanto attesa Agenda Digitale. La conversione in legge di questo Dl è un grande passo avanti, e la votazione di oggi è stata fondamentale per non vanificare il lavoro di mesi della task force creata ad hoc dal ministro Corrado Passera lo scorso Febbraio.

Purtroppo il testo approvato oggi non contiene molti dei provvedimenti previsti originariamente, come quello sulle smart cities e sull’ e-commerce, fa slittare l’adozione obbligatoria di testi digitali da parte degli istituti scolastici all’anno 2014/2015, riduce gli incentivi e le agevolazioni fiscali per le startup innovative, lasciando di fatto al prossimo esecutivo il dovere di concretizzare e rafforzare ciò che c’è e di includere ciò che non c’è.

Come hanno dichiarato i deputati Gentiloni (Pd), Rao (Udc), Palmieri e Bergamini (Pdl),  autori di un testo alternativo più completo, le misure previste dal Dl Sviluppo in materia di Agenda Digitale sono insufficienti e la loro attuazione sarà molto limitata.

Ma, in un paese con un altissimo tasso di analfabetismo digitale e segnato da un’avversione quasi fisiologica verso qualsiasi tipo di innovazione, una vittoria a metà è pur sempre una vittoria.

A (s)proposito di #WindJet.

Aeroporto di Fontanarossa, Catania.

Oggi parlerò di uno dei temi più caldi del momento, ma da un punto di vista diverso da quello che troverete sulla carta stampata e nella maggior parte dei blog. Già, perché ieri ho avuto la “fortuna” di essere testimone oculare del fallimento della maggiore compagnia aerea low-cost italiana, quella che fino a poco tempo fa si presentava come un modello da seguire per affidabilità e qualità dei servizi. Ieri ho assistito in diretta al fallimento di Wind Jet. Continue reading