Due parole su #BatmanvSuperman, anche se non l’ho ancora visto

Come ho voluto sottolineare nel titolo, non ho visto il film e quindi non posso dare un giudizio qualitativo, e la mia visione della faccenda è indubbiamente incompleta, ma mi sembra che contro Batman v Superman ci sia un accanimento eccessivo da parte della stampa specializzata. No, non credo alla ridicola teoria del complotto secondo la quale i critici si siano coalizzati per affondare la DC cinematografica del dopo-Nolan. I critici amano essere in disaccordo, credetemi, e il fatto di aver dato un consenso negativo mette a disagio molti di loro, però che alcune reazioni siano a dir poco esagerate è sotto gli occhi di tutti: da chi remava contro fin dal primo teaser che mostrava “troppo poco” alle (giuste) polemiche sugli altri trailer che mostravano anche troppo, dallo scetticismo su Affleck a quello su Gadot, abbiamo visto e letto di tutto in questi anni di attesa. La maggior parte sono critiche legittime (e sarei ipocrita a dire il contrario perché molte di queste le ho espresse pure io), eppure titoli come quello di Bad TasteBox-Office USA: Batman v Superman non batte Harry Potter nei definitivi del weekend – sembrano davvero in malafede.

I numeri non sono opinabili e che il film sia un successo al botteghino è un dato di fatto, eppure si riesce comunque a riportare la notizia in modo negativo, forse per alimentare le polemiche, forse perché si è preso gusto a trattare questo film come punchball. Magari lo merita, ma – concedetemi il benaltrismo – per quanto brutto possa essere, solo nell’ultimo anni ci sono stati altri blockbuster discutibili che hanno ricevuto un trattamento ben più morbido dalla critica.

Jurassic World avrebbe meritato più critiche negative, riuscendo a sbagliare dov’era difficile farlo e accontentando difatti solo i fan più accaniti e quelli più giovani, o il noiosissimo sequel di Pitch Perfect, con il quale la critica è stata fin troppo buona. Anche Avengers: Age of Ultron ha deluso parecchio le aspettative di molti, ma i Marvel Studios, ormai forti dei loro successi, hanno incassato il colpo e fatto passare le critiche in secondo piano tramite le loro capacità comunicative sempre vincenti (se dell’affaire Whedon non si ricorda più nessuno, un motivo ci sarà).

Ecco, forse il problema si può ancora una volta ridurre a quella che, al di là della sua qualità effettiva, rimarrà la nota dolente del processo che ha accompagnato il film dalla sua nascita alla sua distribuzione: le pessime scelte di marketing. Anche dopo la sua uscita, la Warner continua a dare in pasto alla stampa dichiarazioni di Snyder che non fanno altro che alimentare le ragioni dei detrattori e deludere coloro che il film l’hanno amato, e che adesso magari vorrebbero solo assimilare ciò che hanno visto, creando le loro teorie e non essere ulteriormente bombardati da dettagli specifici su quello che non hanno notato o quello che li aspetta in futuro.

È vero che la cultura del “tutto e subito” potrebbe sembrare quella più diffusa e quindi quella da sfruttare per massimizzare i profitti, ma la crescente attenzione da parte del pubblico per gli spoiler – e il recentissimo esempio di Star Wars – dovrebbe far riflettere sul tipo di strategia che si voglia adottare per promuovere la propria opera.

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