Perché bisogna firmare i referendum Radicali, nonostante Berlusconi

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(Ansa)

La campagna referendaria dei Radicali è partita i primi di giugno ma, come spesso accade per le iniziative promosse dal partito di Marco Pannella, la copertura mediatica è stata minima, per non dire quasi inesistente.  Almeno fino ad oggi, quando Silvio Berlusconi si è recato al gazebo organizzato a Roma e presieduto dallo stesso Pannella per firmare tutti e dodici i quesiti referendari, sottolineando il suo pieno consenso solo su quelli riguardanti il tema della giustizia.

Come sempre quando c’è di mezzo l’ex premier, quest’avvenimento ha diviso l’opinione pubblica e polarizzato il dibattito e, anche se da un lato ha finalmente portato al centro dell’attenzione l’importante campagna per i referendum, dall’altro proprio l’ingombrante figura di Berlusconi rischia di danneggiare l’immagine della campagna stessa e di sminuire il contenuto dei quesiti.

Senza entrare nell’annoso dibattito di gaberiana memoria su cosa sia di destra e cosa di sinistra (anche se, a tal proposito, segnalo l’ottimo pezzo di Francesco Nicodemo pubblicato sul blog de L’Espresso), cercherò di spiegare perché le battaglie portate avanti dai Radicali sono sacrosante e meritano, se non pieno appoggio, almeno una riflessione libera da pregiudizi.Partiamo dal tema più spinoso, quello della giustizia. I famigerati sei quesiti sui quali Berlusconi ha messo la firma riguardano il rientro nelle funzioni proprie dei magistrati fuori ruolo, la separazione delle carriere tra il Pubblico Ministero e il Giudice, l’abolizione dell’ergastolo, la responsabilità civile dei magistrati e il fermo all’abuso della custodia cautelare, ormai vera e propria forma anticipatoria della pena in attesa di sentenza definitiva.

Adesso, se non fosse per i guai giudiziari di Berlusconi e per la cultura giustizialista dilagante negli ultimi vent’anni, non sarebbero delle riforme opportune ed auspicabili?
La netta separazione dei poteri, quello esecutivo da quello giudiziario, è tra i princìpi fondanti della democrazia, eppure accade spesso che i magistrati siano dislocati a coprire funzioni nella pubblica amministrazione.
E poi, davvero si può obiettare la volontà di separare la carriera del PM da quella del Giudice? Accade in tutte le democrazie occidentali ed era anche il cavallo di battaglia di uno dei totem più osannati dalla sinistra (soprattutto da quella manettara, ahinoi), Giovanni Falcone.
Infine, possono gli strenui difensori della “Costituzione più bella del mondo” fare finta di niente di fronte alle palesi violazioni del diritto costituzionale che avvengono quando viene meno la funzione rieducativa del carcere o la presunzione di innocenza?

Passando agli altri quesiti, poi, diventa davvero inspiegabile il motivo per cui le altre forze politiche abbiano deciso di non appoggiare pubblicamente la campagna referendaria: la depenalizzazione dei reati minori legati alla normativa sugli stupefacenti, la libertà di scelta nella destinazione dell’8xmille, il divorzio breve, l’abolizione del reato di clandestinità e quella del finanziamento pubblico ai partiti sono sempre state dei vessilli della sinistra libertaria, dei movimenti antagonisti e anche del Movimento 5 Stelle. Il Pd, come al solito, è spaccato anche su questo.

Come andrà a finire? Per approvare i quesiti c’è bisogno di cinquantamila firme e ci sono ancora due settimane per andare a firmare.
Ovviamente, non chiedo il vostro appoggio se non siete d’accordo, ma se non siete d’accordo perché accecati dall’antiberlusconismo o perché avete appeso il poster di Travaglio nella vostra cameretta, vi consiglio di rifletterci un po’ su (e, nel secondo caso, di consultare uno specialista).

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Si può firmare nei tavolini organizzati o, più semplicemente, nell’ufficio apposito del proprio Comune dal lunedì al venerdì. Per maggiori informazioni, visita il sito ufficiale.

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