Elogio di Miss Italia

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Quando una decisione di natura economica viene plaudita dalla terza carica dello Stato come una scelta moralmente giusta, capisci che in Italia c’è qualcosa di profondamente sbagliato.

Come se non mandare più in onda Miss Italia significasse la fine di ogni discriminazione, quando i primi a discriminare sono proprio i suoi detrattori, che vedono le aspiranti miss come vittime di un sistema, incapaci di intendere e di volere.
Sono questi funzionari da Stato Etico i veri misogini, perché colpevolizzano la donna per la sua apparenza, e se mostra le gambe vuol dire che dentro di lei non ha nient’altro da mostrare.

Miss Italia è stato il trampolino di lancio per tantissime attrici, modelle e personalità dello spettacolo. Nessuno si azzarderebbe a dire che Sofia LorenOmbretta Colli Gina Lollobrigida siano colpevoli (o peggio, vittime) della mercificazione della donna, eppure hanno tutte partecipato al concorso di bellezza. È difficile definire scostumate anche vincitrici più recenti come Anna Valle Cristina Chiabotto. La retorica della bella ma stupida non è mai stata nelle corde dell’evento.

Certo, il format ha i suoi difetti e  – come ha detto l’organizzatrice Patrizia Mirigliani – è ormai datato, con gli ascolti che negli ultimi anni sono calati a picco. Ma una cosa è certa: Miss Italia non discrimina le donne.

La discriminazione femminile avviene quando si distinguono donne di Serie A e di Serie B. La dignità di una donna non si misura dal suo mestiere, che sia esso insegnante, cameriera, spogliarellista o prostituta, o dalla sua morale. L’importante è che sia frutto di una libera scelta (facoltà della quale – prendano appunti i funzionari dello Stato Etico – apparentemente siamo dotate).

La discriminazione avviene con scelte politiche come le quote rosa e la doppia preferenza di genere, che uccidono il merito e trattano le donne come minus habentes.

La discriminazione avviene anche nei media, quando si propinano sempre gli stessi stereotipi senza tener conto della diversità e della molteplicità di sfumature nella personalità femminile, e questo vale sia per il modello della velina che per quello della donna “di sani principi”.

Questa discriminazione viene portata avanti anche dalle donne stesse. Emblematico è l’esempio del processo Ruby: tutti ricordano le infelici parole del pm Boccassini sulla furbizia orientale della ragazza marocchina e delle Olgettine un po’ puttane ma sempre vittime dello spietato show-business.

Quindi, cara signora Boldrini, il “passo avanti” verso una concezione moderna della donna non si fa cancellando Miss Italia, ma smettendo di trattare le donne come massa unica e cominciando a parlare di individui.

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3 thoughts on “Elogio di Miss Italia

  1. Spud July 20, 2013 / 2:44 pm

    Mi trovo abbastanza concorde, anche se su alcuni punti rimango piuttosto dubbioso (nel senso che non riesco a prendere una posizione certa).
    Ad ogni modo la chiusa mi pare un punto interessante, è possibile parlare di individui? Perché mi pare fin troppo facile ormai cadere nella trappola degli stereotipi, di un tutto, fin troppo semplice come se celasse una non meglio precisata mancanza di impegno. Siamo una società di massa ma con una forte connotazione struttural-sociale individualistica, a tratti egoistica; a volte mi sembra quasi che questa contraddizione sia alla base di molte questione tipiche di questi strani tempi.

    Molto interessante.

    Spud

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