È la democrazia, bellezza!

Alle scorse elezioni politiche ho votato una lista che ha preso poco più dell’1%. La delusione è stata forte, e forte è stato l’impulso di cercare qualcuno da incolpare per un risultato così basso. Già, perché la cosa più facile ed istintiva per chi è dentro un partito perdente è prendersela con gli altri. Allora sono gli italiani che cedono troppo facilmente ai populismi, che si fanno abbindolare da promesse irrealizzabili, che si informano male, che – questa è la peggiore – non sono ancora pronti.

Un’analisi facile, troppo facile, che fino ad oggi è stata quasi esclusivamente appannaggio della sinistra. Ma, dopo il clamoroso flop delle amministrative, anche il MoVimento 5 Stelle ha scelto di giustificarsi nel modo più naturale, dando la colpa – oltre che alla solita stampa – agli elettori. Per farlo, Beppe Grillo ha scelto di usare una retorica trasversale, che va a toccare sensibilità vicine ad entrambi i poli: la distinzione fra un’Italia migliore e una peggiore – da sempre nella bocca di intellettuali e radical-chic – e la maggioranza dei garantiti, tema caro alla destra antistatalista. Un’analisi facile e proprio per questo terribilmente sbagliata, e la sorpresa sta nel fatto che non ce lo si aspettava da chi si professa vicino alla gente.

Qualcuno davvero vicino alsentire popolare” saprebbe che non si può dividere la popolazione italiana in buoni e cattivi, che le scelte degli individui non avvengono per schemi precostituiti (surreale in questo senso la dichiarazione del deputato pentastellato Daniele Pesco al tg3: “C’è una parte della popolazione che usa il web per informarsi ed è sicuramente d’accordo con quello che facciamo“), a maggior ragione se si tratta di elezioni comunali dove non ha senso dare un voto di protesta. Perché, a questo punto Grillo e compagni dovrebbero accettarlo, il voto dato al M5s è soprattutto un voto di protesta, e in un comune la cittadinanza preferisce scegliere un amministratore che reputa capace piuttosto che uno sconosciuto la cui unica forza sta nel rappresentare un ex-comico genovese.

E poi, piuttosto che interrogarsi sul motivo per cui ci sia ancora chi vota Pd e Pdl, il M5s dovrebbe chiedersi perché non è riuscito a “pescare” nell’astensionismo, cosa che dovrebbero chiedersi tutti gli schieramenti, soprattutto quelli che si reputano vincitori di questa tornata elettorale. O anche chi sceglie di non votare fa parte dell’Italia A?

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One thought on “È la democrazia, bellezza!

  1. iL Demagogolo June 11, 2013 / 8:42 pm

    Ma perché uno non può dire che la colpa sia degli elettori? La maggioranza degli italiani che vota è anziana, chiusa nella tradizione, incapace di immaginare una realtà diversa. Buona parte di questi sono anche zotici con un basso livello culturale e il culto della fica e del pallone. Perché il popolo italiano non è criticabile? Io proprio non riesco a capirlo. The untouchables.
    http://www.demagogolo.blogspot.it/2013/05/the-untouchables.html

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