A (s)proposito di #WindJet.

Aeroporto di Fontanarossa, Catania.

Oggi parlerò di uno dei temi più caldi del momento, ma da un punto di vista diverso da quello che troverete sulla carta stampata e nella maggior parte dei blog. Già, perché ieri ho avuto la “fortuna” di essere testimone oculare del fallimento della maggiore compagnia aerea low-cost italiana, quella che fino a poco tempo fa si presentava come un modello da seguire per affidabilità e qualità dei servizi. Ieri ho assistito in diretta al fallimento di Wind Jet.

Il caso ha voluto che dovessi prendere proprio un loro volo per un viaggio prenotato settimane fa tramite tour operator. Il volo era diretto a Verona, e sarebbe partito alle 12.20 da Catania. Già dal mattino veniamo informati che il nostro volo è stato spostato alle 17.55, e che la compagnia assicurava che sarebbe stato effettuato (anche perché molti passeggeri, compresa me, avrebbero poi dovuto prendere un’altro volo, sempre Wind Jet, per San Pietroburgo).

Alle 15.30 arriviamo in aeroporto. Il check-in si svolge regolarmente. Nel frattempo, si forma un piccolo sit-in di dipendenti Wind Jet, che distribuiscono volantini e preparano dei cartelloni con slogan. La protesta, pacifica e silenziosa, non crea alcun disagio.

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Passati i controlli, ci dirigiamo verso il gate e aspettiamo l’imbarco. Invano. Alle 18.30, mezz’ora dopo l’orario previsto per la partenza, ci informano che l’aereo è appena atterrato e che fra qualche minuto avrebbero iniziato l’imbarco. Alle 19.30, di fronte alle crescenti lamentele da parte dei passeggeri, ci dicono che l’aereo è pronto ma il personale è sceso dall’aeromobile ed è entrato in sciopero. Non negano né confermano la cancellazione del volo.

Alle 20.15, dopo più di dieci ore di attesa, annunciano la cancellazione del volo.

Per chiudere in bellezza, veniamo a sapere che il personale non è mai entrato in sciopero e, anzi, era pronto ad effettuare il volo, ma l’aeromobile è stato difatti sequestrato dalla SAC, la società di servizi che gestisce l’aeroporto di Catania, e che tale informazione era probabilmente in possesso degli operatori aeroportuali almeno dal momento dell’atterraggio dell’aereo.

Questo è tutto. Ho cercato di riportare i fatti in modo oggettivo, per quanto le circostanze lo rendano possibile, cosicché ognuno possa trarre le proprie conclusioni.

Sono disponibile a rispondere ad ulteriori domande o chiarimenti su quanto accaduto.

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2 thoughts on “A (s)proposito di #WindJet.

  1. daniele August 12, 2012 / 1:56 pm

    Ma che c’entra la SAC ? Non ha alcun possibilita di sequestrare un aereo e sopratutto nessun motivo visto che tra l’altro wind jet non usufruisce nemmeno dei servizi SAC dato che si appoggia a Catania Handling . Inoltre gli aerei non sono nemmeno di proprieta’ della wind jet, quindi nessuno puo’ sequestrare niente. Informati prima di scrivere. Posso al limite pensare che tu abbia sbagliato e volessi dire ENAC, ma anche in questo caso, sappi che non sequestra niente nessuno. Puo’ revocargli il permit to fly, ma aveva ampiamente annunciato che lo avrebbe fatto a partire da lunedì.

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    • lalaferla August 12, 2012 / 2:06 pm

      Non sono esperta in materia, ma mi fido delle mie fonti. E le mie fonti dicono che la Sac ha messo i sigilli a quell’aereo in qualità di creditore.

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